Sabaudia, la sagra dei frutti di mare non soddisfa la piazza, interviene l’assessore

Prezzi elevati, sistemazione approssimativa, organizzazione logistica e intrattenimento musicale non adeguati. Sono queste alcune delle critiche mosse alla prima edizione della sagra dei frutti di mare organizzata a Sabaudia dall’Associazione Circeo Mare del Presidente Micaela Sapori.

“Un piatto di pasta in piatti di carta a 9 euro è veramente troppo, anche se con il pesce”, fa notare qualcuno, “Sabaudia non ha l’identità per fare certe cose e riescono male” dicono altri. Sulla questione è intervenuto l’assessore alle attività produttive del Comune di Sabaudia Fabiana Marangoni che, inevitabilmente, ha portato la problematica sul piano politico.

“Per chi ha idee e voglia di impegnarsi per realizzarle ricordo che si possono inviare al Comune di Sabaudia entro il 31 ottobre progetti per eventi e manifestazioni pubbliche da svolgersi sul territorio comunale”, scrive in un post Marangoni che, a dar retta ad alcuni mormorii, attraverserebbe un periodo di particolare suscettibilità a causa di rapporti non propriamente idilliaci con il sindaco Giada Gervasi. “L’evento è stato gestito dall’associazione che ha presentato una SCIA e versato al Comune le imposte e i diritti dovuti come occupazione del suolo pubblico, tari, imposte di affissione, energia elettrica etc”, continua Marangoni in un altro post in risposta ai quesiti sulle responsabilità dell’Amministrazione comunale nell’organizzazione dell’evento. “Il Comune ha fornito un unico stand, quello con appunto la scritta “Comune di Sabaudia” per l’area dedicata ai bambini. I prezzi dei piatti, le scelte musicali, il menù e tutto il resto sono stati scelti dagli organizzatori che hanno operato in regime di rischio”.

Mentre c’è chi ha ammesso che visto “l’andazzo” ha preferito andare ad Aprilia per un evento similare, bisogna annotare che il primo tentativo di destagionalizzazione turistica non è stato proprio un successo. Probabilmente, come fa notare qualcuno, sono ben altri gli eventi “attrattivi” a livello turistico e non si può pretendere che ciò avvenga semplicemente recependo e autorizzando le richieste dei privati senza le stesse vengano contestualizzate in un ambito allargato. Ciò che si definisce offerta turistica è sicuramente ben altro.

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Autore: Simone Tosatti